Con questo blog voglio condividere con tutti voi le ricette che ho sperimentato e che mi sono piaciute di più!! La cucina è sempre stata un luogo molto importante nella mia vita ricordo ancora quando da piccola osservavo affascinata la mia nonnina, ormai novantenne, che impastava tagliatelle pansoti ravioli facendo roteare a velocità indescrivibile la manopola della macchina della pasta la famosa Imperia (che ormai la modernità ha dotato di motore) sembrava così fluida e leggera... in realtà durissima..., preparava "tegami" (come si dice a Genova) di verdure ripiene, torte di riso, focaccia con la salvia, con la cipolle e altre mille prelibatezze...
Crescendo il primo vero approccio pratico alla cucina me lo ha dato mia mamma grazie alla quale mi sono appassionata soprattutto ai dolci... ricordo con gioia i momenti in cui finito di studiare per l'università mi rilassavo cucinando insieme a mia mamma torte dolci e salate, le prelibate focaccette al formaggio pizza... per poi gustarle tutti insieme a tavola la sera.
E adesso che ho 32 anni, sono sposata e lavoro trovo nella cucina un momento di relax che mi permette di "sfogare" gli stress di una giornata "a mille". (per la gioia del palato del mio maritino).

giovedì 12 dicembre 2013

MELANZANE IN CARROZZA

Bene, bene, ieri ho scoperto una mia grande lacuna culinaria, l'uovo sodo.
Ebbene si, io non sono capace di fare le uova sode e l'ho scoperto per la prima volta ieri a mezzogiorno.
Solitamente pranziamo da mia madre, ma ieri avevamo da fare e quindi siamo rimasti a Genova e il pranzo l'ho dovuto preparare io... bruttissimo quando sei abituata a prenderlo fatto.
Siccome adesso Tommaso mangia il tuorlo dell'uovo sodo ho pensato di prepararglielo e metterglielo nella pappa, una delle tante varianti suggerite dalla pediatra, ed ecco il dramma... il primo era sodo esternamente e aveva il cuore leggermente molle, il secondo era alla coque e il terzo dopo 10 minuti di consulenza telefonica con mia madre che alla fine esasperata dalle mie domande e dalla mia incapacità mi ha detto di piazzare un uovo nel pentolino e lasciarcelo 10 minuti, se non riesce così (altro che sodo... tra un po' esce secco) allora ho dei seri problemi culinari.


giovedì 5 dicembre 2013

LETTERA DI UN PADRE AL FIGLIO

Leggere questa lettera mi ha un po' addolcito la giornata, la stanchezza è tanta, Tommaso è scatenato, bimbo affamato di cose da scoprire, per fortuna mi aiuta mia mamma e Baby parking tanto per farci l'abitudine, sia io che lui... forse più io che lui, l'idea di lasciarlo mi spezza il cuore, ma insomma devo lavorare e ormai è praticamente svezzato, per fortuna ho trovato un posto di cui mi fido, comodo sia a me che alla nonna che lo andrà a prendere, e poi ci sono le canzoncine, l'inglese, insomma tutto quello che ho sempre cercato, speriamo bene, ma nel frattempo voglio condividere con voi questa lettera, di Alfonso Signorini, una lettera che  tocca il cuore.

"Se un giorno mi vedrai vecchio, se mi sporco quando mangio e non riesco a vestirmi... abbi pazienza, ricorda il tempo che ho trascorso io a insegnartelo.
Se quando parlo ripeto sempre le stesse cose, non mi interrompere... ascoltami. Quando eri piccolo dovevo raccontarti ogni sera la stessa storia, finché non ti addormentavi. Quando non voglio lavarmi non biasimarmi e non farmi vergognare... ricordati quando non volevi farti il bagno.
Quando vedi la mia ignoranza per le nuove tecnologie, danni il tempo necessario e non guardarmi con quel sorrisetto ironico. Ho avuto tanta pazienza per insegnarti l'abc.
Quando a un certo punto non riesco a ricordare o perdo  il filo del discorso... dammi il tempo per ricordare. E se non riesco, non ti innervosire: la cosa più importante non è quello che dico, ma il mio bisogno di essere con te e averti li che mi ascolti.
Quando le mie gambe stanche non mi consentono di tenere il tuo passo non trattarmi come se fossi un peso, vieni verso di me con le tue mani forti nello stesso modo in cui io l'ho fatto con te quando muovevi i primi passi.
Quando ti dico che vorrei essere morto...non arrabbiarti, un giorno comprenderai cosa mi spinge a dirlo. Cerca di capire che alla mia età a volte non si vive, si sopravvive soltanto. Un giorno scoprirai che, nonostante i miei errori ho sempre voluto il meglio per te, che ho tentato di spianarti la strada. Dammi un po' della tua pazienza, dammi una spalla su cui appoggiare la testa allo stesso modo in cui io l'ho fatto per te. Aiutami a camminare, aiutami a finire i miei giorni con amore e pazienza. In cambio io ti darò un sorriso e l'immenso amore che ho sempre avuto per te.
Ti amo figlio mio. Il tuo papà."

Si commenta da se...le

lunedì 2 dicembre 2013

RIECCOMI

con una considerazione... se io per dire qualcosa dico "portiamo Tommaso al carnevale di Viareggio..." non è che sto chiedendo un consiglio... ce lo porto e basta (se voglio un consiglio lo chiedo) l'ho detto per dire qualcosa non per avere un parere; la risposta "è troppo piccolo non capisce.." non mi interessa... tanto ce lo portiamo.
Che palle, ok io non accetterò le idee differenti alle mie, ma mi dispiace tutto ciò mi dispiace per davvero, insomma il giorno e la notte vanno più d'accordo, non volevo che fosse così ma non posso vivere la mia vita per accontentare gli altri e privare mio figlio di cose che sia io che mio marito riteniamo giuste.
UFFA.