Con questo blog voglio condividere con tutti voi le ricette che ho sperimentato e che mi sono piaciute di più!! La cucina è sempre stata un luogo molto importante nella mia vita ricordo ancora quando da piccola osservavo affascinata la mia nonnina, ormai novantenne, che impastava tagliatelle pansoti ravioli facendo roteare a velocità indescrivibile la manopola della macchina della pasta la famosa Imperia (che ormai la modernità ha dotato di motore) sembrava così fluida e leggera... in realtà durissima..., preparava "tegami" (come si dice a Genova) di verdure ripiene, torte di riso, focaccia con la salvia, con la cipolle e altre mille prelibatezze...
Crescendo il primo vero approccio pratico alla cucina me lo ha dato mia mamma grazie alla quale mi sono appassionata soprattutto ai dolci... ricordo con gioia i momenti in cui finito di studiare per l'università mi rilassavo cucinando insieme a mia mamma torte dolci e salate, le prelibate focaccette al formaggio pizza... per poi gustarle tutti insieme a tavola la sera.
E adesso che ho 32 anni, sono sposata e lavoro trovo nella cucina un momento di relax che mi permette di "sfogare" gli stress di una giornata "a mille". (per la gioia del palato del mio maritino).

mercoledì 9 gennaio 2013

RISOTTO PROVOLA E RADICCHIO

Anche se a me il risotto non piace particolarmente ogni tanto lo faccio, un po' perchè piace molto ad Andrea un po' per provare delle nuove ricette diverse dalle solite.
A Capodanno al cenone ci hanno dato due primi, uno dei quali era un buonissimo risotto provola affumicata e radicchio e visto che siamo in periodo di "ripetere" ricette provate a Roma (anche se questo risotto di Romano non ha proprio nulla!) un po' per nostalgia un po' perché come vi avevo già detto abbiamo mangiato veramente bene ieri sera ho ripetuto questa ricetta.



E siccome è riuscita bene ve la voglio proporre, prima facendo una piccola precisazione sul tipo di radicchio che va utilizzato, ossia il vero radicchio trevigiano. La storia del radicchio trevigiano è avvolta nel mistero la sua antenata, la cicoria selvatica, è una specie spontanea nota sin dalla notte dei tempi. Ma solo sul finire dell'Ottocento ci si accorse che, tramite particolari accorgimenti per conservarla meglio, poteva diventare un prezioso ortaggio sino a trasformasi nel pregiato e famoso radicchio rosso di Treviso che è oggi.
La versione più accreditata è quella che vede protagonista l'architetto di giardini belga Francesco Van Den Borre, il quale giunse in Veneto nel 1860, che fu il primo a tentare la tecnica dell'imbianchinimento. Un'altra ipotesi è che il radicchio  nacque quasi per caso grazie all'opera di alcuni contadini del luogo, che conservando d'inverno le cicorie dei campi nelle stalle, si accorsero di quanto fossero buoni e croccanti e iniziarono questa nuova coltura (Consorzio tutela del Radicchio Rossi di Treviso e Variegato di Castelfranco IGP).

Ingredienti per due persone:

  • 150 gr. di riso;
  • radicchio trevigiano q.b.;
  • una cipolla rossa di tropea;
  • 80 gr. provola affumicata (se vi piace bello filoso aggiungetene a piacere);
  • olio di oliva;
  • sale.
Preparazione:


In una padella antiaderente tagliate a cubetti la cipolla di tropea, aggiungete poi il riso e lasciatelo tostare un pochino poi aggiungete due abbondanti bicchieri di acqua.
Pulite bene il radicchio e sminuzzatelo. Aggiungete poi il radicchio al riso e continuate la cottura, salate, aggiungete un filo di olio di oliva.
Quando il riso è quasi pronto aggiungete la provola e mantecate per bene fino a farla sciogliere.
Servite bello caldo e godetevelo!
Buon Appetito!!!


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