Con questo blog voglio condividere con tutti voi le ricette che ho sperimentato e che mi sono piaciute di più!! La cucina è sempre stata un luogo molto importante nella mia vita ricordo ancora quando da piccola osservavo affascinata la mia nonnina, ormai novantenne, che impastava tagliatelle pansoti ravioli facendo roteare a velocità indescrivibile la manopola della macchina della pasta la famosa Imperia (che ormai la modernità ha dotato di motore) sembrava così fluida e leggera... in realtà durissima..., preparava "tegami" (come si dice a Genova) di verdure ripiene, torte di riso, focaccia con la salvia, con la cipolle e altre mille prelibatezze...
Crescendo il primo vero approccio pratico alla cucina me lo ha dato mia mamma grazie alla quale mi sono appassionata soprattutto ai dolci... ricordo con gioia i momenti in cui finito di studiare per l'università mi rilassavo cucinando insieme a mia mamma torte dolci e salate, le prelibate focaccette al formaggio pizza... per poi gustarle tutti insieme a tavola la sera.
E adesso che ho 32 anni, sono sposata e lavoro trovo nella cucina un momento di relax che mi permette di "sfogare" gli stress di una giornata "a mille". (per la gioia del palato del mio maritino).

martedì 9 agosto 2011

CORRIDA SI, CORRIDA NO.

"Heminghway parla della corrida nella sua opera "morte nel pomeriggio" un analisi profonda sul senso della vita e sull'arte in cui l'uccisione del toro diventa una manifestazione del sublime, una fuggevole pennellata elargita alla folla dal torero, non gia' un mattatore vile e brutale, ma un rappresentante ultimo dei valori dell'onore e della virtù, esemplificati dai gesti e dal rituale con il quale egli sfida la morte accostandosi ad essa e ne emerge vincitore, acquistando una vera e propria immortalità"





Quest'anno a luglio dovevamo andare a Pamplona a vedere la corsa dei tori della famosa Festa di San Firmino (tanto cara ad Heminghway),  eravamo stati invitati dalla simpaticissima Laura Sanders di Five Ten, famosa azienda di scarpe americana, (specializzata in bicicletta ed arrampicata)  che collabora con la ditta di mio marito.
Purtroppo a causa di impegni lavorativi, non senza dispiacere, abbiamo dovuto declinare l'invito di Laura  perchè eravamo entrambi molto curiosi di vedere questo evento di cui tutti parlano.

Da questo "evento mancato" e dal libro di Heminghway è nata la curiosità di vedere una corrida Madrilena, anche se, famigliari e amici ci sconsigliavano di "assecondare" il massacro dei tori... ma noi abbiamo voluto fare di testa nostra e così abbiamo acquistato i biglietti per la corrida di Madrid.



Alcuni la ritengono la corrida un dramma epico, altri (in particolare gli animalisti) una partita crudele senza pari in Europa: la più antica e controversa delle tradizioni spagnole è tutto questo e molto altro ancora, e non solo è stata immortalata nella letteratura da Heminghway, ma anche nell'arte, con il cubismo di Picasso che esprime alla perfezione questa grottesca ed in qualche modo elegante forma d'arte.

A Madrid la corrida si tiene nell'arena di Plaza de Toros de las Ventas, il programma generalmente prevede sei tori affrontati da tre toreri vestiti con lo sfolgorante traje de luces (abito della luce) e accompagnati  dalla loro squadra cuadrilla. Nonostante sia pervasa da un triste senso di morte, la corrida è un occasione di festa, con tanto di fanfara che suona il paso doble, personaggi famosi, appassionati in ghingheri e vino che scorre a fiumi.




Penso che la corrida sia una macabro e storico rituale che "mal si adatta" al mondo moderno,  ma  anche  uno uno spettacolo affascinante (e con questo non intendo che è bello vedere un animale morire, perchè non mi piace la violenza) per la simbologia racchiusa nelle mosse del torero, proprio come diceva Heminghway,  che rende la corrida non un semplice massacro ma un vero un vero e proprio spettacolo.




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