Con questo blog voglio condividere con tutti voi le ricette che ho sperimentato e che mi sono piaciute di più!! La cucina è sempre stata un luogo molto importante nella mia vita ricordo ancora quando da piccola osservavo affascinata la mia nonnina, ormai novantenne, che impastava tagliatelle pansoti ravioli facendo roteare a velocità indescrivibile la manopola della macchina della pasta la famosa Imperia (che ormai la modernità ha dotato di motore) sembrava così fluida e leggera... in realtà durissima..., preparava "tegami" (come si dice a Genova) di verdure ripiene, torte di riso, focaccia con la salvia, con la cipolle e altre mille prelibatezze...
Crescendo il primo vero approccio pratico alla cucina me lo ha dato mia mamma grazie alla quale mi sono appassionata soprattutto ai dolci... ricordo con gioia i momenti in cui finito di studiare per l'università mi rilassavo cucinando insieme a mia mamma torte dolci e salate, le prelibate focaccette al formaggio pizza... per poi gustarle tutti insieme a tavola la sera.
E adesso che ho 32 anni, sono sposata e lavoro trovo nella cucina un momento di relax che mi permette di "sfogare" gli stress di una giornata "a mille". (per la gioia del palato del mio maritino).

mercoledì 27 luglio 2011

RIFLESSIONE



"Passeggiavo con due amici, il sole era al tramonto, e all'improvviso il cielo divenne rosso sangue. C'erano sangue e lingue di fuoco sopra il fiordo blu e nero della città. I miei amici proseguirono, io rimasi li, a tremare d'angoscia, e sentii un urlo infinito attraversare la natura" (Edvar Munch)


Mi sembra doveroso ed importante in questo mondo pieno di frivolezze e di distrazioni ricordare quello che é successo ad Oslo il 22 luglio 2011.
Un tragedia nella tragedia, una città colpita nel cuore e un lago fiabesco riempito di sangue di innocenti, non ci sono parole per descrivere quello che è successo.
Questo è quello che siamo diventati? questa è la nostra società, che accecata dall'odio e dal consumismo ha dimenticato i valori della vita comune?
Mi ha particolarmente colpito la dichiarazione rilasciata da una sopravvissuta al massacro dell'isola di Utoya citata da Vanity Fair e per questo la voglio riportare.

"Ho pregato, pregato pregato, sperando che Dio mi vedesse. Ho chiamato la mamma, le ho detto che non ero cerca che ci saremmo riviste, ma che avrei fatto il possibile per sopravvivere. Le ho ripetuto più volte che le volevo bene. C'era paura nella sua voce, piangeva, mi faceva male. Ho mandato un sms a papà per dirgli che gli volevo bene...
Ero distesa sopra una ragazza. Altri due ragazzi giacevano ai miei piedi. Il telefonino ha suonato più volte ma ho finto di essere morta. Sono rimasta immobile per più di un ora, nel silenzio totale. Poi ho spostato impercettibilmente la testa della ragazza per vedere se c'era qualcuno ancora vivo. Mi sono guardata intorno e ho visto sangue. Paura. Mi sono decisa ad alzarmi. Ero stata tutto quel tempo distesa su un cadavere, e due cadaveri erano stesi sopra di me. Avevo avuto un angelo custode...
Penso a quello che ho perso. Nell'inferno che c'è, e che c'era su quell'isola. Su una bella favola d'estate che è diventata il peggior incubo della Novergia" P.K.

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